Manifesto 2017

Il Rimini Summer Pride è l’unico LGBT Pride a proporre le sue rivendicazioni con un documento poetico anziché politico, perché è l’unico Pride a ispirarsi a una poetica dei diritti e del benessere umano. “Poesia” viene dal greco Poíēsis, creare, ed è proprio quello che è necessario fare: creare un nuovo modo di sentire il proprio ruolo nel mondo, creare un nuovo modo di fare battaglie con allegria mantenendo sempre al primo posto il benessere di ognuna e ognuno.

Per noi dire “Summer”, estate, non è solo un modo per inserirci nello spirito e nella storia della città di Rimini, che sull’estate ha costruito la sua identità e la sua fama. L’estate è un modo di sentire, è la stagione in cui si spalancano le finestre, si abbandonano cappotti e orpelli, si va per strada, ci si innamora e si sogna. È la stagione che separa le battaglie fatte da quelle future, e il momento in cui ci si riposa e si ritrova il senso di sé.

Il Summer Pride si compone come un mosaico di migliaia di unicità incatalogabili in sigle e rivendicazioni specifiche. Ogni persona che partecipa ha la sua storia, il suo presente e il suo futuro, il tutto articolato in una quantità incalcolabile di varianti. Persone, famiglie, “sfamiglie”, comunità, amici, persone gay e lesbiche, eterosessuali, bisessuali, pansessuali, transessuali, intersessuali e transgender… famiglie arcobaleno con i loro figli e figlie di cui nessuno può giudicare la provenienza o compromettere la felicità. Famiglie scomposte, ricomposte, coparentali, allargate… sono tutte condizioni in cui ci riconosciamo ma sono solo un infinitesimo di ciò che esiste nel mondo. Come diceva Shakespeare, «Ci sono più cose fra cielo e terra di quante ne possa sognare la filosofia», così al Summer Pride ognuno porta la sua storia unica e la sua identità inclassificabile con la certezza di trovare rispetto, simpatia e assenza di giudizio.

La disposizione d’animo è quella di chi non si fa intralciare dalle dichiarazioni omo-bi-transfobiche di politici meschini o fondamentalisti religiosi, è quella di chi guarda lontano alla fine del nostro percorso, guarda a quando ci sarà una società libera e aperta, con diritti e tutele riconosciute per tutti e tutte. E questo avverrà anche grazie allo spirito delle migliaia di persone che decideranno il 29 luglio di scendere per strada a urlare la propria unicità e il diritto di essere quel che è senza dover subire lo stigma, la condanna o la violenza di chi non sa accettare la naturale varietà dell’umano.

Il titolo di quest’anno è “Summer of Love Summer of Pride” per ricordare, a esattamente 50 anni, lo storico avvenimento del 1967 a San Fancisco. In quell’estate si radunarono centinaia di migliaia di giovani, di hippy, di figli dei fiori in un clima di spensieratezza, di fratellanza e di allegria per assistere a centinaia di concerti, spettacoli, dibattiti. In quell’estate del ’67 si creò il mood, il sentimento rivoluzionario che produsse le rivoluzioni sociali e culturali del ’68 e del ’69. È a quel desiderio, quel bisogno rivoluzionario di libertà, di benessere e di felicità che dobbiamo la prima reazione delle persone LGBT alle angherie della polizia, la quale regolarmente faceva irruzione nei bar gay di New York. Il 28 giugno 1969 allo Stonewall Inn, all’ennesima irruzione, i presenti si barricarono e dissero per la prima volta “no”. Quello è stato l’atto di nascita delle nostre lotte per la libertà di essere se stessi e per i diritti di uguaglianza, ancora oggi non pienamente compiuti in Italia e tragicamente negati in altre parti del mondo come la Russia, la Cecenia, il Medio Oriente e l’Africa, dove c’è la galera o anche la pena di morte per le persone omosessuali. È nostro dovere di Paese avanzato difendere chi fugge dalle persecuzioni dovute a una condizione personale del tutto naturale come l’essere LGBTI.

È anche per questo che i Pride sono ancora necessari, oggi come ieri e qui come altrove, per mostrare che una società diversa esiste, fatta di persone che vogliono il rispetto e i diritti per tutti e tutte. È un messaggio di accoglienza e di speranza che viene mandato a chiunque si senta discriminato per il suo essere LGBTI, perché nessuno deve sentirsi costretto a rinunciare alla propria serenità per colpa dei tanti pregiudizi di cui è ancora impregnata la nostra società.

Il Summer Pride vuole combattere queste battaglie con il sorriso, con la nobile arma del rendersi visibili per come si è qualsiasi cosa si sia (o quel giorno si “decida” di essere) con lo spirito leggero di chi è consapevole del valore inestimabile e incomprimibile della libertà di ogni persona.

Perché le migliori rivoluzioni sono quelle che si fanno con allegria come la Summer of Love. Così la nostra sarà una Summer of Pride.

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