Documento poetico

PERCHÉ “PRIDE”, CIOÈ ORGOGLIO?

Perché il 28 giugno 1969 ha segnato lo spartiacque di come le persone gay e lesbiche hanno cominciato a percepirsi nella società. Non più succubi, non più “sbagliati”, non più emarginati ma da quel giorno sempre più cittadini a pieno titolo, sempre più parte piena e degna della società. Molti Paesi, a partire dalla Danimarca nel 1989, hanno riconosciuto questa dignità legittimando e dando diritti a forme di convivenza accessibili alle famiglie omosessuali e omogenitoriali. Da allora molta strada è stata compiuta, e in molti Paesi occidentali in Europa e nelle Americhe ormai è riconosciuta la piena uguaglianza matrimoniale per ogni tipo di famiglia.

È arrivato il momento anche per l’Italia di passare dall’inverno della completa assenza di diritti per le persone Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transessuali e Intersessuali (LGBTI) a una stagione di riconoscimento delle famiglie omosessuali e omogenitoriali con lo strumento delle unioni civili. Uno strumento imperfetto e incompleto, privo di tutele per i figli delle famiglie omogenitoriali, ma che segna una base fondamentale di tutela e riconoscimento.

L’orizzonte cui tutte e tutti noi guardiamo, e per cui manifestiamo e lottiamo ogni giorno, è però la completa parità di tutte le famiglie e di tutte le persone senza ulteriori specificazioni, una parità che deve essere legale, sociale e culturale.

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